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PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA - dott. Sandro Sigillò Pavona Albano Laziale (Rm)
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a cura del Dott. Sandro Sigillò
( Pubblicata sul Quotidiano delle Colline Romane "CINQUE giorni" )
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Sei sicuro di non poter realizzare i tuoi sogni? Perché se sei sicuro di questo allora puoi esserlo anche del contrario! La nostra mente, infatti, dipinge la realtà con svariati colori e non sa distinguere ciò che è reale da ciò che è intensamente immaginato.Quindi se siamo convinti di non potercela fare o se siamo tristi e demoralizzati possiamo arrivare a rappresentarci mentalmente un’immagine di noi stessi “sminuita” che non fa giustizia alle nostre effettive potenzialità.
Di conseguenza potremmo convincerci che realmente siamo ciò che “pensiamo” di essere! Ebbene, per fortuna, possiamo usare questo meccanismo anche nella direzione contraria! Se riusciamo a convincerci che i nostri sogni sono realizzabili, la nostra mente si adopererà, secondo lo stesso principio, a fornirci tutte le risorse necessarie per avere successo! Fai una prova!
Immagina, così come per gioco, di aver in mano una bacchetta magica e, quindi, di poter realizzare tutti i tuoi desideri. Chiudi gli occhi e comincia a rappresentarti mentalmente ciò che ti piacerebbe realizzare. Concediti un momento di pausa da tutte le cose negative e dai voce alla tua anima, alla tua passione, alla tua creatività! Costruisci il tuo spazio di libertà dove finalmente tu puoi essere il regista ed il protagonista della tua vita! Cerca di definire il più possibile tutti i dettagli. Raffigura te stesso al meglio delle tue potenzialità. Usa i tuoi sensi. Dipingi la scena con i colori che più ami. Metti in sottofondo una musica di tuo gusto, regola la temperatura dell’ambiente, sentine i profumi. Fa che questo sia magico, come piace a te!
Ora… convinciti che ciò che hai immaginato può essere realizzabile!
Walt Disney diceva: “tutti i nostri sogni possono diventare realtà se abbiamo il coraggio di inseguirli”.
E se ti sembra impossibile, chiediti cosa avrebbero pensato in passato se qualcuno avesse detto che due persone possono comunicare a distanza di 10.000 Km, oppure che l’uomo può volare a velocità supersoniche o vivere per mesi nello spazio o andare sulla Luna! Ciò che riteniamo impossibile, in realtà, è solo al di là delle nostre convinzioni! Perciò insegui i tuoi sogni… ed essi diventeranno la tua realtà!
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Le parole sono “etichette” che il nostro cervello usa per catalogare le emozioni! Il linguaggio da noi usato determina quindi i nostri stati d’animo e influenza la percezione che noi abbiamo della realtà e di noi stessi! Se, infatti, definiamo gli eventi che ci accadono con connotazioni del tipo “è una tragedia”, “va tutto male”, “non ce la farò mai”, “la mia vita è un disastro”, ecc. , il cervello comprenderà che quanto noi “diciamo” corrisponde a realtà e di conseguenza ci metterà nelle condizioni psicologiche più funzionali per affrontare quella situazione!Al contrario se pronunciamo parole diverse, del tipo “affronterò una nuova sfida”, “sicuramente ce la farò”, “andrà tutto bene”, “questo errore è un’occasione per imparare”, ecc., insomma, se usiamo parole positive, il nostro cervello ci aprirà la strada per trovare nuove risorse e ci rimanderà un’immagine di noi stessi come vincenti! Non ci credete? Provate a farlo! Cominciate a modificare il vostro linguaggio! Se vi capita di essere arrabbiati, non dite “sono arrabbiatissimo”, ingigantendo in negativo lo stato d’animo, dite “sono un po’ irritato” sminuendolo, oppure se ci riuscite, usate una terminologia buffa, che vi faccia ridere, per esempio come dicono i Simpson “accipicchiolina”! Il fatto di giocare sulla cosa accaduta vi permetterà di rendervi conto che forse non è poi così grave quello che è successo, o comunque, in ogni caso, vi predisporrà in maniera positiva per affrontare l’evento successivo! E si! Perché il nostro cervello non riesce a distinguere ciò che è reale da ciò che noi gli descriviamo attraverso le nostre interpretazioni della realtà. Quando vi trovate insieme al vostro partner, o ad amici o parenti, non usate delle parole sminuenti nei loro confronti, non chiamateli con nomignoli dispregiativi, non fatelo nemmeno per scherzo! Perché il vostro cervello alla lunga si convincerà che quella persona è davvero come voi la descrivete e quanto prima vi porterà a perdere la stima nei suoi confronti e smetterà di piacervi! Senza contare che poi anche l’altro tenderà ad adattarsi a quella terminologia e comincerà a sminuire voi! Le conseguenze saranno gravissime! Si innescherà un circolo vizioso e presto finirete per “odiarvi”! Sforzatevi dunque di cambiare! Cominciate a moderare i termini negativi fino ad eliminarli completamente e aumentate quelli positivi. Il processo si invertirà. Anche l’altro comincerà ad adattarsi al vostro linguaggio e presto diventerete l’uno la dinamo che ricarica l’altro! Più vi connoterete con parole incoraggianti più crescerà la stima che avete di voi e allo stesso modo… più descriverete la realtà esterna in modo positivo, più essa diventerà miracolosamente positiva!
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Hai scelto quali sono le cose importanti nella tua vita? Hai chiaro su quali aspetti della realtà focalizzare la tua attenzione? Perché se non lo hai chiaro, forse, è bene che tu sappia che il nostro cervello seleziona le migliaia di stimoli che gli giungono dall’esterno e pone la sua attenzione solo su una piccola parte di essi! In pratica è come in un grande ufficio in cui arrivano innumerevoli pratiche, ma solo alcune vengono poste sulla scrivania per essere elaborate, le altre vengono archiviate! In parole diverse, solo le cose a cui noi diamo importanza vengono tenute in considerazione dal nostro cervello, il resto viene immagazzinato senza essere analizzato coscientemente.
Questo significa che se tu focalizzerai la tua attenzione sui tuoi difetti, sui tuoi limiti, sulle tue paure o sulle cose brutte che ti circondano, finirai per vedere intorno a te tutto ciò che assomiglia ai tuoi interessi e presto ti convincerai che QUELLA è la SOLA realtà intorno a tè e che il resto non esiste! Così al contrario, se la tua tendenza è di dare valore alle cose belle, alle risorse utili per migliorare, alle prospettive di crescita, il tuo cervello individuerà immediatamente tutto ciò che ti serve per avere successo. Per capirsi è un po’ come quando vuoi comprare una macchina nuova: non appena avrai scelto quale modello è di tuo gradimento, immediatamente comincerai a vedere “quel” tipo di macchina ovunque! Ciò vale, quindi, per le cose belle così come per le brutte.
E allora, migliora il mondo che ti circonda, programma il tuo cervello in modo che veda le cose che più ti piacciono e trascuri quelle negative! Migliora i rapporti con le persone che ami cercando di focalizzarti sulle caratteristiche interessanti di esse, dai forza ai valori positivi, tira fuori il meglio di te stesso! Chiudi gli occhi e pensa a ciò che ti piace, immagina chi vorresti essere, raffigurati mentalmente al meglio delle tue potenzialità! Sostituisci l’odio con l’amore, la paura con il coraggio, la diffidenza con la fiducia, la cattiveria con la generosità… e vedrai che il mondo si riempirà di colori e in te sboccerà una gran voglia di vivere!
Fallo perché la realtà che noi percepiamo non è che “l’interpretazione” che noi ci diamo di essa in base agli elementi che abbiamo selezionato e messo in risalto.
Fallo! E scoprirai la differenza tra una persona che non crede in se stesso, interpreta la realtà in modo negativo, è convinto di non riuscire mai a realizzare la propria vita, pensa che gli eventi siano determinati dalla fortuna… ed una che al contrario immagina di essere un leader, è convinta di poter realizzare tutto ciò che vuole, trasforma i problemi in avventure e giochi da risolvere, usa un linguaggio che aumenta la propria autostima e immagina gli altri come contenitori di potenzialità creative enormi. Fallo… e diventerai ciò che “crederai” di essere
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Ti è mai capitato di voler fare una cosa ma non esserci riuscito perché hai pensato fosse troppo difficile? Ebbene se ti è capitato, probamente, è stato perché la paura ha preso il sopravvento sulla creatività! Ciò accade quando il cervello, anticipando con la fantasia l’evento futuro, immagina un esito negativo o cerca di “calcolare” passo dopo passo tutte le tappe da compiere usando un metro di misura standardizzato. Per fare un esempio, è come se, calcolando di percorrere dieci Km in dieci giorni, il cervello dividesse il tragitto usando sempre la stessa unità di misura, cioè un Km al giorno! In realtà, quando abbiamo chiaro cosa vogliamo fare e dove vogliamo arrivare, cioè i nostri obiettivi, ciò che accade è che, fatto il primo passo, il cervello comincia a potenziare le proprie prestazioni imparando dall’esperienza passata e producendo nuove idee. Di conseguenza, nella pratica, succederà che il primo giorno facciamo un passo, il secondo faremo un passo più un pezzettino - perché avremo imparato qualcosa il giorno prima – il terzo giorno faremo due passi, il quarto avremo trovato un nuovo metodo e riusciremo a raddoppiare il nostro ritmo, dunque faremo quattro passi, e così via fino a trovarsi già al settimo giorno con un bagaglio di esperienza, una serie di strategie, un arsenale di strumenti, un bagaglio di tecniche tali da poter compiere in un solo giorno l’intero tragitto che eravamo prefissati all’origine, cioè dieci Km! E’ esperienza comune quella osservare i processi di crescita di una qualunque azienda che funzioni: all’inizio la capacità di produzione è limitata, poi nel corso del tempo l’azienda migliora le proprie prestazioni fino ad offrire con un solo colpo tanti di quei prodotti che all’inizio non aveva nemmeno osato preventivare! E’ una questioni di strategie che vengono usate, ma soprattutto di atteggiamento. La storia insegna che tutti coloro che hanno ottenuto nella propria vita risultati straordinari hanno in comune un atteggiamento positivo verso il futuro e fiducioso nelle proprie potenzialità. Dunque eliminiamo le nostre paure, usiamo un atteggiamento propositivo verso il futuro, buttiamo via le nostre convinzioni limitanti! Prova a fare questo esercizio: pensa a cosa ti piacerebbe realizzare e comincia ad immaginare i risultati della tua opera in termini positivi. Non farti inibire dai pregiudizi limitanti o dalle fantasie negative che affioreranno nel tuo cervello, fai finta di avere in mano una bacchetta magica che ti permetta di realizzare tutto ciò che vuoi. Visualizza bene il tuo futuro, costruisci vividamente l’immagine di te che hai successo, lasciati andare con fiducia, e… vedrai che già comincerai a sentirti bene! Il nostro cervello infatti non distingue ciò che è reale da ciò che immaginiamo fortemente, e sfrutta le proprie potenzialità sulla base del materiale che noi gli forniamo. Di conseguenza, se diamo attenzione alle paure, ai valori negativi, ai pregiudizi limitanti, esso non potrà che lavorare usando queste informazioni. Così al contrario se noi gli offriamo materiale che accende le nostre emozioni positive, che ci renderebbe affascinante la nostra esistenza, che ci entusiasma, esso, si adopererà in maniera automatica per condurci là dove noi vogliamo!
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La nostra mente è come un Iceberg – diceva Freud, il fondatore della Psicoanalisi – la punta che noi vediamo fuori dall’acqua è la parte di cui abbiamo consapevolezza, mentre la montagna sommersa è l’Inconscio, cioè la parte che sfugge al nostro controllo e agisce in autonomia.
A pensarci bene, già a livello fisiologico, tutti noi facciamo, in maniera automatica, delle cose delle quali spesso non abbiamo nemmeno consapevolezza, come, ad esempio, respirare, far battere il cuore, regolare la circolazione sanguigna, modificare la temperatura corporea e innumerevoli altre funzioni organizzate con esattezza e tempismo sbalorditivi! Allo stesso modo, a livello comportamentale, tutti noi abbiamo fatto e facciamo, in modo automatico, delle cose di cui non ci rendiamo conto come, per esempio, posare un oggetto in un dato posto e poi non ricordare dove lo abbiamo messo, oppure chiamare una persona che conosciamo bene con il nome di un’altra o ancora sbagliare strada mentre stavamo andando da qualche parte o addirittura dimenticare un appuntamento importante, e così via!
Tutto questo è chiaramente indicativo del fatto che il nostro cervello lavora molto “per conto suo”, cioè, come se fosse un nostro “socio” che si occupa di tutte quelle funzioni che noi coscientemente tenderemmo a trascurare! Si potrebbe dire: “un lavoratore instancabile”, visto che non si ferma mai, neanche di notte! Un socio con enormi potenzialità, capace di svolgere centinaia di mansioni contemporaneamente, sempre vigile, attento a tutto, meticoloso, all’occorrenza scaltro, intuitivo. Un socio, dovremmo dire, con sette sensi! Genio creativo, calcolatore dalla memoria di ferro, detective dal fiuto di segugio, radar con “orecchio” di pipistrello, sentinella con occhio di aquila, farmacista per ogni rimedio, atleta dallo scatto felino… in poche parole, compagno insostituibile dalle doti “superumane”!
Un socio tanto bravo, però, con il quale conviene fare bene i conti, visto che è anche molto suscettibile e di tanto in tanto perde le staffe! E quando è arrabbiato – facendo, come al solito, di testa sua! – incomincia a mandare tutto il sistema in tilt, a creare confusione e a distruggere, senza preoccuparsi, anche quello che egli stesso ha costruito! Insomma, a volte, è come il famoso Mr. Hyde: si può lasciare andare ai vizi più sfrenati, ai desideri più ineffabili, agli istinti primordiali che caratterizzano la sua vera natura! Di notte, poi, mentre voi dormite, ne dice di tutti i colori! Occhio al vostro socio, dunque!
Non tentate di inibirlo con la forza imponendogli “regole” morali, né lasciate, però, che egli faccia come gli pare! In fondo in fondo vuole essere “compreso”! Cercate, dunque, di ascoltarlo, di capire cosa vuole e di sentire le sue ragioni! Nel conflitto… mettetevi in discussione e cercate di risolvere la questione in maniera pacifica! In fondo, non possiamo fare a meno di lui!
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La nostra mente ha la straordinaria capacità di anticipare gli eventi futuri usando la fantasia. Chiunque ricordi il proprio esame di maturità o un colloquio di lavoro interessante o un appuntamento importante, ricorderà anche, che già da molto tempo prima dell’evento, ha cominciato ad avere paura o gioia o agitazione, ecc. Cioè già prima che la cosa accadesse, e senza conoscerla, ha cominciato a “viverla” come se stesse accadendo in quel momento. E allora… perché non immaginare di avere sempre successo, o di essere un leader, o di riuscire a superare i problemi con facilità, o ancora di essere persone attraenti, e così via? Cioè, perché non immaginare cose positive? Non ci sono costi e i vantaggi sono immediati! Se noi, infatti, ci focalizziamo sulle cose che faremo in futuro (che obbiettivamente non conosciamo in quanto ancora non verificatesi!) e mentre le anticipiamo mentalmente le caratterizziamo con elementi positivi (anziché al contrario come si fa spesso!), il nostro cervello si convincerà che esse avranno certamente esiti positivi e ci “programmerà” automaticamente per ottenere quei risultati!
Ditemi, vi prego, quale di due studenti – a parità di preparazione – avrà maggiore successo ad un esame: quello convinto di farcela, che punta al massimo dei voti e prende lo studio come un gioco dal quale si attende un premio; oppure quello insicuro che aspira alla sufficienza attendendo l’evento fatale come il condannato a morte attende la mannaia? Entrambi non sanno quali domande verranno poste all’esame, entrambi non “conoscono” quindi la realtà obiettiva di quell’evento, entrambi “interpretano” la situazione colorandola con le proprie emozioni, entrambi… sono in uno stato di allucinazione! Il primo, però, si allenerà per quella prova affrontandola, già da mesi prima, come una sfida appassionante, senza ansia esagerata, e provando per tutti quei giorni emozioni positive; il secondo, invece, avrà l’impressione di portarsi il mondo intero sulle spalle, accuserà difficoltà di memoria, tenderà ad ammalarsi più facilmente, accuserà disturbi del sonno, calo o aumento dell’appetito, apatia, insomma… più avrà difficoltà e più tenderà ad averne!
E se la prova dovesse andare male? Se venissero bocciati? Ebbene, ancora una volta, una persona che ha fiducia in se stesso e crede nelle proprie potenzialità ha maggiori risorse per affrontare qualunque calamità rispetto a chi è demoralizzato e pensa che il futuro sia sempre una tragedia!
Troppo spesso si pensa che sognare sia una caratteristica dei bambini o degli sprovveduti. Le cose non sono affatto così! Esercitatevi ad immaginare voi stessi ed il vostro futuro in termini positivi… il resto verrà da sé.
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Ti sei chiesto qualche volta come mai alcune persone riescono sempre a superare con successo una serie di difficoltà ed altre, al contrario, al primo ostacolo si fermano? Ti sei mai domandato quali sono le strategie adoperate dalle persone di successo? Ebbene, tutti coloro che riescono a realizzare i propri sogni nella loro vita, prima di tutto, hanno le idee chiare su ciò che vogliono o non vogliono fare! Hanno cioè degli obiettivi precisi e ben definiti verso i quali impegnare le loro risorse! Gli obiettivi per una persona sono come il timone per una nave, definiscono la direzione verso la quale procedere! Una volta stabiliti gli obiettivi, e programmati i tempi entro i quali raggiungerli, non resta che progettare l’iter da seguire tappa per tappa e… fare il primo passo! La maggior parte delle persone che non riescono a realizzare cose ritenute importanti per la loro vita, molto frequentemente falliscono perché nemmeno cominciano! Restano cioè fermi alla fase della progettazione, o poco prima, e si perdono nella ripetizione coatta del processo mentale, consumando inutilmente energie e ruotando costantemente sempre intorno agli stessi problemi!
Dunque, pensa, progetta… e vai! E’ importante, infatti, fare il primo passo perché il nostro cervello è uno specialista dell’azione e, mentre fa esperienza, conosce, apprende, elabora! Se noi ci limitiamo a pensare ad una azione o al suo risultato senza in qualche modo adoperarci per eseguirla nel concreto, il nostro cervello non può che limitarsi ad immaginarla, “inventandone” l’esito! Se, al contrario, iniziamo a fare qualcosa, il primo passo appunto, abbiamo la possibilità di verificare, man mano che andiamo avanti, se l’azione intrapresa ci avvicina al nostro obiettivo o ci allontana da esso! In quest’ottica non esisteranno insuccessi, perché ogni passo può essere sempre valutato come un “successo” nella direzione prevista o nell’altra!
Fatto il primo passo, poi, è importante andare dritti alla meta senza fermarsi mai! Anche quando si incontrano gli inevitabili ostacoli o quando si è costretti a cambiare strategia, la marcia deve essere sempre attiva! L’atteggiamento che di più avvicina al successo è quello del bambino che si è messo in testa di ottenere una cosa, deciso ad andare avanti anche quando tutto sembrerebbe impossibile! Se cadi? Rialzati e continua! Naturalmente i nostri obiettivi, fin dall’inizio, devono essere pensati in armonia con i nostri valori e — può sembrare scontato! — devono tener conto di non arrecare danni agli altri! Meglio ancora se, al contrario, prevedono per gli altri un beneficio od un qualche aiuto. Mettiti in azione dunque! Pensa ai tuoi obiettivi coerentemente ai tuoi valori, progetta un iter da seguire, stabilisci i tempi previsti e… vai! Se incontri degli ostacoli, cambia strategia! Se ti capita di cadere… non buttarti giù, ma alzati e continua! Abbi sempre fiducia in te stesso e vedrai… le strade davanti a te sono infinite!
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Hai mai sentito parlare del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? A seconda del punto di vista dal quale guardiamo le cose, possiamo dare ad esse un’interpretazione in chiave positiva o negativa! Ciò accade perchè il nostro cervello non è capace di cogliere la realtà nella sua complessità e, di conseguenza, si limita ad “interpretarla” basandosi sulla percezione parziale di alcuni degli elementi di essa! Molte persone non fanno che focalizzarsi sempre e solo sugli aspetti negativi delle cose e, inevitabilmente, si ritrovano a vedere intorno a se cose negative! Si, perché il cervello va automaticamente a cercare le cose che noi gli comandiamo di cercare! Ti sembra strano? Prova a verificarlo adesso? Comincia ad osservare quanti oggetti di un determinato colore (per esempio blu) ci sono intorno a te e successivamente, ad occhi chiusi, prova a ricordarli e a descriverne la posizione! Ci sei riuscito? Bene! Ora, chiudi di nuovo gli occhi e prova a rievocare - senza farti vincere dalla tentazione di riguardare — gli oggetti di colori diversi (per es. rosso, verde, giallo, ecc.) sempre presenti intorno a te! Non ci sei riuscito o hai avuto delle difficoltà? Questo è indicativo, come si diceva, del fatto che noi tendiamo a cogliere sempre una sola parte della realtà, di solito quella su cui poniamo attenzione, e finiamo automaticamente per trascurare tutto il resto. Se proviamo a generalizzare questo meccanismo e a riferirlo alle situazioni lavorative o alle relazioni con il partner o con gli altri, notiamo che probabilmente anche lì rischiamo di incorrere nello stesso errore, quello, cioè, di giudicare la realtà sulla base di alcuni elementi soltanto, quelli su cui ci siamo focalizzati! Ecco che una situazione o una relazione ci può sembrare più o meno bella o brutta a seconda del numero degli elementi positivi o negativi sui quali poniamo la nostra attenzione! E allora, pensiamoci bene! Perché la realtà che noi “ci inventiamo” in base a quanto rileviamo… diventa la “nostra” realtà e potrebbe essere completamente opposta a quella percepita da un altro che vede le cose in modo diverso!
E allora, perché non “costruirsi” la propria realtà secondo i propri gusti? Se noi cominciamo a dare attenzione alle cose che ci fanno star bene e a dare forza ai valori positivi, probabilmente riusciremo a migliorare molti aspetti della nostra realtà, proprio perché è quelli che cominceremo a vedere intorno. Oppure, se nella relazione con il partner o con gli altri cerchiamo di dare importanza alle cose belle anziché a quelle brutte, forse riusciremo a rivalutare i rapporti e a farli andare sempre per il meglio! E allora, dai! Prendi un secchio di vernice e comincia a dipingere il tuo mondo di meravigliosi colori!
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Ti è mai capitato di trovarti in una condizione emotiva di disperata solitudine e struggente bisogno di affetto? L’essere umano è un animale sociale capace di amare, e bisognoso di molto amore, che è riuscito ad adattarsi a condizioni ambientali così terribilmente innaturali da essere diventato incapace di aprirsi agli altri e costretto ad indossare una massiccia corazza contro l’intimità.
Ebbene, se anche tu ti trovi, o ti sei trovato, in uno stato emotivo di solitudine, tristezza, disinteresse per gli altri, apatia tale da trascurare la cura del tuo corpo e dei tuoi interessi, non sentirti un caso eccezionale! Non permettere a nessuno di appellarti scortesemente con etichette offensive come “depresso” o “malato” o parole simili! Piuttosto, sappi che le sofferenze psicologiche dei questo tipo sono causate dalla perdita o separazione dalle persone amate e si mantengono, o peggio si alimentano, nei contesti relazionali in cui è carente l’intimità!
In certi momenti ci si sente come in un brutto sogno, stralunati, con la testa pesante, un qualcosa che ti agita dentro o ti assale con un senso di vuoto. Nulla sembra avere più importanza in ciò che ti circonda, tutto è offuscato, scolorito, nessuno al mondo sembra poterti comprendere e ti chiudi in te stesso, ti passa la voglia di vivere e ti senti abbandonato. Vorresti almeno poterti sfogare con qualcuno, c’è tanta di quella rabbia dentro che affronteresti un esercito intero. Ma non sai con chi prendertela! Sei assalito dai ricordi, ogni cosa, ogni piccolo e insignificante oggetto ti riporta alla tua angoscia e ti si blocca il respiro. Provi odio per la tua solitudine, rabbia per la tua impotenza, paura per aver perso ogni tuo riferimento! Ti senti stanco, sfinito, depresso, apatico! Hai toccato il fondo! Ti sembra di essere il un baratro senza via di uscita! Ti sembra di non avere più speranza… e quasi invochi la tremenda morte che venga a farti finalmente compagnia!Alla fine ti rendi conto che sei veramente solo! E allora cominci a correre di qua e di là senza senso. Ora ti rifugi tra parenti e amici e ora scappi via da loro perché qualcosa non va e non sai cosa! La disperazione ti spinge alla ricerca di “sostituti” affettivi (animali, oggetti, lavoro — oppure, in extremis, fumo, alcool, droga, ecc.) che si rivelano, però, surrogati non sufficienti a soddisfare un bisogno tanto potentemente naturale: perché l’amore è un processo bidirezionali che non ha ragione di esistere se non in una situazione di vera intimità!
E allora, prima che sia troppo tardi, cerchiamo di riabilitarci all’intimità, opponiamo resistenza a questa tremenda tendenza ad adattarci ad un mondo spersonalizzante, cominciamo a guardare il nostro prossimo con fiducia perché anche egli potrebbe essere, come noi, nient’altro che un uomo bisognoso di affetto!
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Data pubblicazione: 28/10/2008
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© Sandro Sigillò
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